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martedì 17 maggio 2011

Giuda era un uomo onesto

Quali motivi avrebbe portato Giuda per giustificare il tradimento del suo maestro Gesù? Quali ragioni possono averlo portato ad abbandonare i valori e gli orizzonti che Lui proponeva all'umanità?
Eppure Giuda aveva condiviso quei valori e sapeva bene che non sarebbe stato facile il percorso che  veniva indicato per raggiungere il regno di Dio.
Forse Giuda deve aver pensato, a un certo punto, che quel percorso richiedeva troppo tempo. Così tanto tempo da farlo apparire come un sogno, un miraggio irraggiungibile.
Giuda deve aver perso la fede, e la prospettiva di un accordo col Sinedrio gli sembrò una scorciatoia utile almeno a facilitare la liberazione di Israele dal suo stato di sofferenza. Si,...una risposta utile, anche se incompleta, in un momento di emergenza.
Solo qualcosa di più urgente, di più pressante, come la sofferenza della sua gente, deve averlo distolto dal percorso che pure aveva condiviso. Il percorso verso la nuova era indicato da Gesù.
Ragioni del tutto simili devono aver portato oggi il Presidente Spacca ad abbandonare i valori e le prospettive del PEAR che pure ha condiviso e che anzi sono stati parte integrante e fondativa del suo programma elettorale, sul quale ha ottento la fiducia degli elettori.
La pressione della sofferenza dei lavoratori, vittime del ricatto occupazionale. La paura di vedere un'altra azienda in crisi e di non saper gestire la situazione. La paura che venga a mancare il tempo richiesto per giungere ad ua completa applicazione del PEAR.
E allora ecco che l'ipotesi di un accordo con l'Api sembra essere più risolutiva della fiducia nel PEAR. Un modo per placare ora e subito quella paura incontenibile.
Ed ecco che Spacca offre in sacrificio Falconara come Giuda offrì Gesù. Un bacio per coprire le sue debolezze di uomo, le sue paure, la sua  incapacità di tenere fede ad un'idea.
Come Giuda baciò Gesù, Spacca è pronto a baciare Falconara.
Il resto della storia, per analogia, la sappiamo. Resta da capire che cosa accadrà quando Spacca, come Giuda dal Sinedrio, riceverà dall'Api i trenta denari. Capirà allora, come fece Giuda, il terribile errore, il peccato che aveva commesso?
Chi lo sa?   Difficile dirlo. Anche perchè Spacca non è del tutto simle a Giuda.
Giuda non sapeva che il Sinedrio gli avrebbe dato una ricompensa per il suo gesto. Spacca invece propone una partnership tra Regione e Api e mette così i trenta denari come condizione per il suo tradimento.
Giuda, in fondo, era un uomo onesto.

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12 Commenti:

Alle 18 maggio 2011 alle ore 19:18 , Anonymous Anonimo ha detto...

In aula ieri Spacca ha detto che la Regione è come quel padre con due figlie, UNA sposata ad un agricoltore e l'ALTRA con un vasaio, UNA che chiedeva al padre di pregare perchè piovesse così da raccogliere i frutti della terra, l'ALTRA che gli chiedeva con le sue preghiere di far si che ci fosse il sole per far asciugare i vasi di creta.
La mozione del PDL che chiedeva di modificare il Pear è stata respinta, quella approvata mi sembra un giusto compromesso tra le esigenze di lavoro e sicurezza ambientale, poi molto più nobile chi cerca una soluzione piuttosto di chi getta fumo negli occhi o insulta gratuitamente come lei sta facendo. Se non ricordo male nel 2009 il progetto preliminare del rigassificatore di Falconara inizialmente aveva ricevuto l'ok della Giunta e quindi dal precedente assessore all'ambiente regionale..come si chiama che mi son dimenticata??

 
Alle 19 maggio 2011 alle ore 13:12 , Anonymous Anonimo ha detto...

UTENTE 1) Voglio lanciare un quiz, per divertirci un po’…il quiz si potrebbe intitolare “indovina chi l’ha detto”. Regole semplici: basta indovinare l’autore del testo qui sotto. Vi do una mano: si può scegliere tra risposta a) Carlo Brunelli o b) Gian Mario Spacca. Si astengano ovviamente dal partecipare al gioco sia Brunelli che Spacca (se no che gusto c’è?) Ricchi premi e cotillons. Ecco il testo
“Ciò che la Regione potrebbe e dovrebbe fare, in coerenza con la linea politica assunta in direzione di un’economia e di una società davvero sostenibili, è convocare al più presto presso la propria sede un tavolo di concertazione con l’Azienda Api, le categorie produttive, il territorio per valutare la disponibilità ad una intesa nella prospettiva delle rinnovabili e su questa costruire un progetto in grado di fornire a ciascun soggetto la piena soddisfazione dei propri obiettivi: all’azienda una valida e duratura prospettiva di business economico, ai lavoratori la conferma del posto di lavoro con l’apertura di nuove ulteriori possibilità occupazionali, alle aziende della green economy una seria programmazione e nuovi ingenti investimenti nel settore, al territorio la fine dell’incubo ambientale e la rinascita socio-economica”.

 
Alle 19 maggio 2011 alle ore 13:14 , Anonymous Anonimo ha detto...

2) dimenticavo il premio per il quiz è in via di definizione

 
Alle 19 maggio 2011 alle ore 13:55 , Anonymous Anonimo ha detto...

L’ha detto Spacca. L’ho sentito l’altro giorno sulla diretta dal consiglio regionale. Ho vinto qualche cosa? Luca

 
Alle 19 maggio 2011 alle ore 14:27 , Anonymous Anonimo ha detto...

No, sbagliato. Ecco che vi svelo il mistero. L’autore del testo è (rullo di tamburi…) Carlo Brunelli e il testo in questione è stato illustrato l’altra sera nella famosa assemblea di Falconara e lo trovate nella versione integrale su http://www.cittadiniincomune.net/wp-content/uploads/2011/05/sunesis-una-proposta-concreta-e-coerente.pdf. Lo so, lo so, il quiz era davvero difficile, perché in realtà quello che dice Brunelli sembra ripreso pari pari dall’intervento di Spacca in Consiglio. Sono stata anche “furbetta” perché dal testo ho eliminato l’ultima frase: “fornire alla politica regionale una credibilità oggi incrinata dai troppi sbandamenti di rotta”. Così tutti avrebbero capito che l’autore è Brunelli…eheeh ciao da UTENTE.

 
Alle 20 maggio 2011 alle ore 22:19 , Blogger Carlo Brunelli architetto ha detto...

"Il 12 luglio siamo chiamati ad esprimere l’intesa sul rigassificatore: non si tratta di una data ultimativa perché quello in corso è un confronto su una vicenda che ancora presenta lati non chiari e che necessita quindi di approfondimenti.
Abbiamo anzitutto bisogno di quadro di riferimento chiaro dal punto di vista della programmazione nazionale, di conoscere cioè il quadro complessivo del piano energetico nazionale in merito all’approvvigionamento del metano attraverso la rigassificazione. I servizi tecnici della Regione hanno espresso dal punto di vista tecnico parere positivo per l’impianto di trasferimento a terra del gas metano con la procedura di rigassificazione. Ma politicamente non possiamo accordarci con questo parere tecnico, proprio perché manca il quadro complessivo dei rigassificatori in Adriatico, l’eventuale possibilità della costruzione di tutti i rigassificatori per cui sono state presentate richieste."
Significa che se il Governo "programma" l'utilità del rigassificatore, allora lo si fa? Ma se in un passaggio successivo si dice che "Se il quadro della finanza del nostro Paese che non cresce, che è in piena decadenza, è questo,; se come Regione siamo chiamati in virtù del federalismo a trovare da soli le risposte"...
Questo è Spacca.

 
Alle 20 maggio 2011 alle ore 22:53 , Blogger Carlo Brunelli architetto ha detto...

Nel gruppo facebook "le Marche con Spacca" è riportato sia il testo scritto dell'intervento del Presidente del 17 maggio, sia il video. Confrontando i due documenti ci si può accorgere ache alcune cose - importanti - non sono riportate nel testo scritto. Ad esempio: "il cumulo dei rigassificatori in Adriatico comporterebbe, quello sì, un impatto ambientale che il singolo impianto NON GENERA". Quindi per Spacca il rigassificatore è sicuro e non genera impatto ambientale.
Altre affermazioni dette con tono perentorio: "Noi non ci possiamo permettere una terza crisi nella Provincia di Ancona...(...) Il Porto di Ancona dipende in larga misura dai traffici e dai flussi finanziari che il polo produttivo (Api) genera...qualcuno sostiene che il traffico può essere sostituito da navi cariche di benzina anziche di greggio... ma un deposito al posto della raffineria creerebbe maggiori problemi..." Quindi, secondo Spacca, la raffineria deve rimanere o comunque deve permanere un traffico di navi.
E poi c'è il federalismo, che impone l'autosufficienza energetica della Regione per cui "le regioni che non raggiungeranno l'autonomia energetica saranno chiamate a farne pagare il costo alle imprese con una tassa aggiuntiva rispetto all'Irap" e con questo Spacca ci dice che i tempi delle energie alternative sono troppo lunghi e che quindi l'unica soluzione è il Metano...

Riepilogando:
- il rigassificatore non genera impatti
- la raffineria deve rimanere perchè deve esserci traffico di navi per sostenere il porto di Ancona in crisi
- il metano è l'unica soluzione che puù garantire la famigerata "autosufficienza energetica"

Spacca ha parlato chiaro. Per chi non si fa più abbindolare dalle assicurazioni generiche sull'attenzione alla salute,alla sicurezza,e bla..bla.. ha parlato in modo INEQUIVOCABILE sulle sue reali intenzioni.
E non c'è nulla da ridere, davvero.

 
Alle 20 maggio 2011 alle ore 22:59 , Blogger Carlo Brunelli architetto ha detto...

all'Anonimo che confonde le mie affermazioni con quelle di Spacca (e ci fa pure lo spiritoso) beh... non so che dire...
Spacca ha forse accennato alla presenza del territorio in un tavolo di concertazione? Spacca ha forse parlato di un'intesa per la produzione e sviluppo delle energie alternative?
Forse per Lei la differenza tra metano e fotovoltaico non è di grande peso, ma per i Falconaresi (e anche per le Marche)è una differenza essenziale!!

 
Alle 20 maggio 2011 alle ore 23:04 , Blogger Carlo Brunelli architetto ha detto...

Un ultima cosa.
Io non getto fumo negli occhi e non ho insultato nessuno.
Se ho paragonato Spacca a Giuda è perchè ho la netta sensazione che sia orientato a tradire i suoi stessi principi.
Se così non fosse, sarei felice di essermi sbagliato e pronto a fare penitenza.

 
Alle 25 maggio 2011 alle ore 19:46 , Anonymous Anonimo ha detto...

Sono Emanuele uno studente della Politecnica, laureando in ing. meccanica. Il Pera lo conosco bene perchè era la mia tesi di primo livello, ebbene..il gas è indicato nel Pear come fonte fossile transitoria in impianti cogenerativi e di fatti negli ultimi 5 anni abbiamo convertito quasi tutte le centrali a btz, olio e gasolio a gas, con conseguente minori emissioni..il fotovoltaico è una bufala se pensat come unica fonte rinnovabile su cui investire, innanzitutto perchè 1MW di fotovoltaico non centra nulla con 1MW di cogenerazione a gas..basti pensare alle ore di produzione. Poi perchè mio cugino che ci lavora mi ha spiegato chiaramente che molte delle linee sono sature e il fotovoltaico in alcune zone non lo fanno più fare (anche per colpa di GSE/Enel conro cui come regione possiamo fare ben poco mi sa, ha anche detto che questo lo sanno tutti gli operatori e chi nn lo dice gioca sporco..il problema è un altro, a noi hanno fatto studiare recentemente l'ipotsi della generazione diffusa con piccole centrali cogenerative di ultima generazione, con efficenza elevata, BAT e emissioni bassissimi..poi ci hanno fatto l'esempio di Camerino dove c'era un progetto per una centrale di cogeneraione da 15MW all'avanguardia nel 2006, con teleriscaldamento per tutta la città (sostituzione caldaie cittadini, quindi impatto veramente basso), ma nn si è fatto nulla pr l'opposizione dei comitati..quindi, di cos stiamo parlando? perchè non parliamo dei danni che fa Montanari (quello che anche Grillo ora etichetta come cialtrone) col suo qualunquismo da profeta, ma che tutti i comitati marchigiani elevano a guru?? noi qui studiamo per fare il meglio e per impattare il meno possibile, poi spesso l'ignoranza del popolo fa il gioco indovinate di chi..delle megacentrali. Cui prodest??

 
Alle 25 maggio 2011 alle ore 19:49 , Anonymous Anonimo ha detto...

ps: mi scuso per gli errori di battitura, se vorrà rispondermi ne sarò felice, se mi sono spiegato male su qualcosa sarei lieto di approfondire, le studio queste cose. Buon Tutto. Emanuele.

 
Alle 8 giugno 2011 alle ore 20:00 , Blogger Carlo Brunelli architetto ha detto...

Sono d'accordo che non si può fare a meno di piccoli impianti di cogenerazione o di produzione elettricha da metano in qesta fase di transizione. Sono anche d'accordo che spesso i comitati esagerano nell'atteggiamento "Nimby" (non nel mio giardino).
Il discorso però è un'altro.
La regione si trova di fronte ad una scelta di programmazione. Questo impone uno sguardo che vada oltre la "transitorietà" ma getti le basi di una capacità di competere sul settore delle rinnovabili che sono le vere energie del futuro, dove la ricerca sta andando avanti a passi da gigante. Rischiamo come sempre di restare indietro solo per fare, più o meno consapevolmente, gli interessi momentanei di pochi furbetti.

 

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