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martedì 15 gennaio 2008

Falconara abbandonata / 1 : la teoria del dissesto

Falconara e il dissesto. Sembra ormai un binomio inscindibile, quasi identificativo della nostra città, come lo è la puzza della raffineria per chi transita con il treno lungo la linea adriatica
Fatalità o determinazione? Pur essendo un estimatore del fado portoghese, non credo che le questioni politiche abbiano a che fare con il destino, bensì con precise volontà e precisi obiettivi.
Sta di fatto che Falconara convive ormai da un anno e mezzo con il rischio del dissesto e nessuno sa ancora se verrà dichiarato o no e da chi. In un anno e mezzo, stante l'impossibilità di ottenere le accise ed il rifiuto della Regione di accogliere la Vertenza Falconara, l'analisi dei conti dovrebbe averci detto con chiarezza se c'è o non c'è la possibilità di evitare il dissesto e a quali condizioni. Invece no. Si aspetta. Che cosa? Non si sa, ma si aspetta, mantenendo Falconara appesa ad un filo, come un penitente medioevale nella gabbia, a deperire per inedia.
Quello economico non è l'unico dissesto di Falconara. Ce ne sono altri. Tra questi, ad esempio, quello idrogeologico.
Anche in qesto caso l'approccio al problema è il medesimo, come dimostra il caso di Castelferretti.
Dopo l'alluvione di settembre, in qualità di assessore all'ambiente, iniziai a lavorare attorno ad un'intesa tra i diversi soggetti istituzionali (Comune, Autorità di bacino, Provincia) e gli operaori economici interessati alla risoluzione del problema del rischio esondazione dei fossi Cannettacci e San Sebastiano (Confartigianato per il PIP, proprietari delle aree edificabili previste dal PRG) per giungere ad un accordo che permettesse di avviare la progettazione e realizzazione delle casse di espansione, in modo compatibile col paesaggio. le sole strutture capaci di risolvere il problema in modo concreto.
Lavorando anche attorno ad una ipotetica variante urbanistica, si giunse a definire una soluzione fattibile con le risorse messe a disposizione dalla regione e dei privati, senza costi per il Comune. A giugno 2007 si poteva dare il via alle progettazioni a carico dei privati attraverso la stipula di una intesa programmatica con il Comune.
Dopo le mie dimissioni dei primi di luglio, non è stato fatto più nulla in questa direzione. Se si fosse proseguita l'iniziativa, a quest'ora avremmo avuto i progetti approvati dall'autorità di bacino e staremmo definendo l'accordo di programma per la realizzazione delle opere in base al quale è possibile avviare l'iter attuativo degli interventi urbanistici. Ma questo non è accaduto. Destino? Non credo.
Nei mesi scorsi, sulla medesima questione si sono aperte nuove possibilità. La prima è che l'Api, nell'esigenza di risolvere i problemi di rischio idrogeologico che interessano le aree di proprietà, si è resa disponibile ad estendere la progettazione (e forse la realizzazione degli interventi) anche ai fossi che confluiscono nell'area di Fiumesino, come il Cannetacci e il San Sebastiano. La seconda è che il Commissario straordinario per la gestione dei danni dell'alluvione del 2006 a Osimo e Falconara, nella persona di Spacca che ha delegato la Protezione civile, ha ricevuto parecchi milioni di euro (non vorrei sbagliare ma mi risulta 135 mil.) per gli interventi di risanamento, suddivisi per ordine di urgenza. Essendo evidente come il problema dei fossi di Castelferretti si configuri come vera emergenza (a differenza delle altre aree le esondazioni di Castelferretti hanno carattere di cronicità), la Regione potrebbe intervenire d'urgenza con 2-3 milioni di euro (che si aggiungerebbero ai 700.000 già assegnati) curando direttamente progetto e realizzazione delle opere. Sembra però che questo carattere di emergenza non sia stato ad oggi riconosciuto. Per cui , pur in prsenza di tre possibili soluzioni al problema, non si muove nulla. Destino? Non credo.
Anche perchè a capo della protezione civile c'è un certo Oreficini, noto falconarese, che potrebbe intervenire, ma non lo fa, come non lo fanno i rappresentanti falconaresi in Regione.
Si aspetta, conservando la situazione di dissesto.
C'è di mezzo una trattativa "riservata" con l'Api? O è il vecchio modo di fare politica secondo il quale chi gestisce un potere decisionale sa che chi ha interesse prima o poi verrà a chiedere un aiuto e sarà disposto a contraccambiare il favore (le elezioni sono vicine)?
Forse sì, forse no, non lo sapremo mai. Quello che è certo e che in politica, anche nella disgraziata Falconara, ciò che viene fatto o non viene fatto ha sempre delle responsabilità e dei motivi di interesse. Altro che fatalità. Anche il mantenimento dello stato di (pre)dissesto, evidentemente, risponde ad una teoria, ad una strategia politica.
Ma se a questo è ridotta oggi la politica, allora ben venga l'antipolitica ....

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5 Commenti:

Alle 15 gennaio 2008 alle ore 14:51 , Anonymous Anonimo ha detto...

Oreficini cioè uno dei convitati di pietra a Falconara -
Sarà un caso ma pur stando sotto le gonnelle dei preti da sindaco questa è gente che non ha mai fatto niente di importante per Falconara se non portare i zingari e sistemare la moglie in comune. Cosa vuol dire tutelare la famiglia ... !

 
Alle 15 gennaio 2008 alle ore 20:20 , Anonymous Anonimo ha detto...

Io credo che la politica sia ancora il succo della democrazia. Certo c'è politica e politica: c'è quella di vecchia concezione, ma ancora molto attuale (purtroppo), cioè quella degli interessi personali o di piccoli gruppi, per piccoli intendo di pochi, o di regole create per delimitare, conservare e possibilmente aumentare il potere.
Poi c'è la Politica che risolve i problemi della gente, quella che mette in primo piano gli interessi di molti, quella politica in cui molti credono e si battono affinché diventi dominante. Certo la battaglia è dura e sembrerebbe persa in partenza. Ma chi crede di poter migliorare il mondo o semplicemente il quartiere in cui vive difficilmente avrà soddisfazione se si nasconderà dietro l'antipolitica. NO l'unica via d'uscita è dare alla politica la dignità e la credibilità che merita. Chi pensa di poter fare qualcosa in questo senso si unisca.

claudio paolinelli

 
Alle 17 gennaio 2008 alle ore 11:46 , Anonymous Anonimo ha detto...

ovviamente, la mia era una provocazione...
Quelliche oggi in Italia sono additati, dal vecchio sistema dei partiti, come i fautori dell'"antipolitica" sono gli unici che la politica, quella vera, la fanno sul serio.

 
Alle 18 gennaio 2008 alle ore 09:01 , Anonymous Anonimo ha detto...

questi addidati pero' hanno il brutto vizio di far credere che tutta la verita' sia dalla loro parte . questa è anti-democrazia e mancanza di critica . è la sensazione è che questo metodo un po stalinista si stia diffondendo un po tr ale gente che poi lo applica a modo suo.il sistema da anarco-capitalsta - sta trasformandosi in anarco-individual-capital-stalinista . la cosa peggiore credo

 
Alle 21 gennaio 2008 alle ore 12:05 , Anonymous Anonimo ha detto...

E' incredibile l'intolleranza insita nei giudizi di chi, magari rinnegandolo, evidenzia l'origine culturale di stampo marxista-leninista (con tutto il rispetto per Marx,... meno per Lenin).
Se uno esprime un'opinione diversa dalla loro è uno che VUOLE FAR CREDERE CHE LA VERITA' SIA DALLA SUA PARTE. Ma perchè dovrebbe far credere il contrario? Forse uno, nell'esprimere un'opinione dovrebbe sostenere che quell'opinione non è vera?
Non capisco.
Io ritengo (forse troppo semplicemnte?) che chi avanza un'opinione afferma una sua verità e che chi ascolta è libero di essere d'accordo o di non esserlo, esponendo le sue critiche.
Ma da Anonimo non giungono critiche nei contenuti, non nasce un dibattito leale, solo un denigrare di nascosto chi ha l'ardire di esprimere un'opinione diversa dalla sua (che poi non dichiara qual'è).
Quanto a Stalin, io non lo conosco. Lui si?

 

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