X FALCONARA

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lunedì 15 luglio 2013

Avanti si vada...

 “avanti si vada” disse il Conte Riccotti al suo cocchiere mentre era in corso una inondazione, e morì affogato.
Già...  il cocchiere si era accorto, dalla sua prospettiva, che non c'era possibilità di procedere, che era una follia andare avanti, ma il padrone è il padrone. E se il padrone vuole, si va avanti senza indugio verso l'inevitabile, tragico destino.
Chissà perchè ma oggi, a sentire i commenti entusiastici del Ministro Zanonato (PD) e del Presidente della Regione Spacca (PD), alla riapertura dell'attività di raffinazione all'Api, mi è venuto in mente il Conte Riccotti e soprattutto il suo povero cocchiere.
Eppure la prospettiva è evidente: raffinare non conviene più; il petrolio non è più l'energia strategica sulla quale investire per il prossimo futuro; i problemi ambientali - che persistono tutti - si fanno sempre più importanti; la crisi determina una netta riduzione dei consumi. Riaprire significa gettarsi in questa prospettiva inquietante.
Per carità, come cittadino sono ben felice che i lavoratori dell'Api abbiano potuto mantenere il posto di lavoro, ma la domanda che mi faccio e che penso loro più di me si devono fare è: fino a quando?
La festa del riavvio della produzione ha oscurato tutto: i tre incidenti in pochi giorni durante la fase del riavvio degli impianti, l'operaio morto e il ferito, la riduzione dei presidi per la prevenzione e la sicurezza; il problema della bonifica dei terreni, il problema dell'inquinamento atmosferico e del mare, il problema degli studi epidemiologici e dei danni alla salute dei falconaresi...  tutto dimenticato.
Possibile che i politici, i sindacati, non vedano a che cosa stiamo andando incontro? Possibile che i lavoratori non manifestino ora - ora che non c'è più l'acqua alla gola, ora che si può ancora programmare - la preoccupazione per il futuro rivendicando un piano industriale certo, credibile e condiviso? Possibile che un Sindaco (ex PdL), appena eletto, al consiglio comunale di insediamento della nuova amministrazione, faccia sedere in prima fila il Padrone dell'Azienda inondandolo di complimenti e di manifestazioni di indelebile stima senza neanche sfiorare la questione su quale futuro si possa costruire per la città, come se la cosa non lo riguardasse?

Sembra di stare sul set di Fellini "e la nave va", ma questo non è un set cinematografico, questa è vita reale!
E i cittadini devono accorgersi che i loro referenti politici, i loro rappresentanti sindacali sono più inclini a festeggiare in modo spensierato con l'Azienda piuttosto che farsi interpreti del dolore e delle preoccupazioni della gente. Loro non vogliono sentirle neanche le voci preoccupate di quei cittadini che, come il povero cocchiere del conte Riccotti, vedono la strada già inondata.


E sempre allegri bisogna stare 
che il nostro piangere fa male al re 
fa male al ricco e al cardinale 
diventan tristi se noi piangiam, 

Allegria!